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venerdì 10 gennaio 2014

La traduttrice


Questo romanzo prende il via sulle tracce blu della tintura per capelli che Aaliya, settantadue anni, si sta applicando nel piccolo bagno di casa sua. Affacciandosi ad uno specchio di fronte al quale si riflette tutta una vita, Aaliya intraprende un lungo dialogo con il lettore. Proprio come se fosse di fronte a lei e potesse leggere nei suoi occhi gli anni trascorsi, la storia del Libano e delle persone che la protagonista ha amato. Come se dietro quello specchio ci fosse proprio lui, il lettore, come se le distanze si affievolissero al punto tale da ritrovarsi uno di fronte all'altra. La scrittura si confonde con l'ascolto, la narrazione con il dialogo puro, ma dobbiamo aggiungere ancora un elemento per inquadrare del tutto il nuovo romanzo di Rabih Alameddine: la liricità. E non si tratta soltanto delle citazioni coltissime che sostengono come puntali la struttura della storia, ma di un modo di scrivere che ricorda le pennellate degli impressionisti, i vertici della poesia del secondo Novecento. Ecco, qualcosa abbiamo detto. Certo, il minimo per stuzzicare la curiosità di chi non si lascerà spaventare da un racconto un po' statico ma di grande eleganza, dal gusto del tè rosso bollente, rigorosamente in foglie.

martedì 10 dicembre 2013

Nessuno si salva da solo


In attesa di leggere l'ultimo, attesissimo, romanzo di Margaret Mazzantini (Splendore, Mondadori) eccoci a chiacchierare di Nessuno si salva da solo. Uscito nel 2011, racconta la storia di Delia e Gaetano, una coppia come tante che, ad un certo punto, scoppia. E quando i due si ritrovano al tavolo di un ristorante, poco dopo aver distrutto tutto ciò che tanto faticosamente avevano costruito, non è più così chiaro di chi sia la colpa. Già, perché un colpevole deve sempre essere trovato ma la verità vera è che questi due splendidi personaggi, messi completamente a nudo in modo magistrale dall'autrice, sono talmente fragili e distrutti da lasciare spazio soltanto alla loro interiorità, alle loro emozioni. Ecco, Margaret Mazzantini rappresenta un sentimento che non ha un nome chiaro o preciso: quello che senti in modo definito quando qualcuno che ami per un motivo o per l'altro si separa da te, come uno strappo doloroso, un ricordo tagliente, una smorfia malinconica, una lacrima che racchiude parole e sguardi. Forse è ciò che resta quando l'amore finisce, forse è il passaggio difficile ma necessario che serve per ripartire, forse è un punto di vista da cui guardare le cose passate in modo nuovo. Forse è soltanto un luogo in cui nessuno si salva da solo.

lunedì 9 dicembre 2013

Marina Bellezza


Il successo di Acciaio è stato una bellissima novità nel panorama editoriale italiano. La conferma, per chi ancora non ne fosse convinto, che investire sui giovani paga e soprattutto che la buona letteratura italiana non è affatto morta, anzi, è più che mai viva e vegeta. Attendevo quindi con ansia di poter assaporare le più di cinquecento pagine di Marina Bellezza, titolo quanto mai evocativo e illuminante. 
La storia scorre veloce e ogni pagina contribuisce a costruire personaggi credibili e netti nelle loro mille sfaccettature; giovani trentenni che tentano di vivere la loro vita divisi tra i sogni (infranti), il peso degli errori, le ombre dei loro genitori e il desiderio (implacabile) di dare un senso alla loro vita. Non esiste una sola realtà, quella sociale ed economica, quella della crisi, quella che grida dalle televisioni che le cose non cambiano, che tutto quanto va male e andrà sempre peggio. C'è, peraltro ben radicata nelle piccole province come Biella, una realtà molto più viva, frizzante e vera, fatta di giovani adulti che vanno avanti. Lavorano, studiano, soprattutto sognano in grande il loro futuro. Allora persino una meteora come quella di Marina Bellezza, pur nella conflittualità inestinguibile del suo io più profondo, esiste e si propaga grazie a quell'energia che possiamo definire -scusate la banalità- forza della vita. 
Marina Bellezza è un libro vivo, scritto bene, che non delude chi in Silvia Avallone aveva intravisto una nuova promessa della letteratura nazionale. Marina Bellezza è una bella storia, bella non per via di uno stucchevole lieto fine e neppure per l'emozione che stringe lo stomaco in certi passaggi della narrazione. Marina Bellezza è un bel libro. Punto. Non serve aggiungere altro, fortunatamente.

giovedì 21 novembre 2013

Bookcity Milano 2013 seconda edizione


Ne avevamo già parlato un anno fa e ce ne occupiamo molto volentieri anche 365 giorni dopo. BOOKCITY MILANO è una bellissima iniziativa voluta dal Comune di Milano e dal Comitato Promotore (Fondazione Rizzoli “Corriere della Sera”, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri), a cui si sono affiancati la Camera di Commercio di Milano e l’AIE (Associazione Italiana Editori), in collaborazione con l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e l’ALI (Associazione Librai Italiani). Si tratta di una tre gironi dedicata al mondo del libro in tutte le sue forme e dimensioni: spettacoli, dialoghi, letture ad alta voce, libri antichi, piattaforme telematiche, biblioteche. Nella Milano capitale editoriale d'Italia si concentrano eventi alla portata di grandi e piccini per accompagnare tutti nel meraviglioso universo della cultura e delle pagine stampate. Allora non ci resta che goderci questa Milano meravigliosamente nuova, pronta per tuffarsi nell'avventura di Expo 2015 e incredibilmente viva ed emozionante.
Per consultare il programma con tutti gli eventi giorno per giorno visita questo link:
http://www.bookcitymilano.it/il-programma/





Alcune immagini dell'allestimento al Castello Sforzesco. Le immagini sono tratte dal sito: 

lunedì 18 novembre 2013

"È dai falliti e dagli sconfitti di una civiltà che se ne possono meglio giudicare le debolezze."

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Eccola qui, con i suoi occhi limpidi e i suoi capelli ribelli e meravigliosamente capaci di rispecchiare la sua personalità. Eccola, Doris Lessing; è scivolata via da questo mondo in punta di piedi all'età di 94 anni. Prima ancora di essere colei che ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 2007, Doris May Tayler era una donna eccezionale. Frequentò una scuola cattolica che decise di lasciare all'età di quindici anni diventando autodidatta, si sposò e divorziò per ben due volte e visse in Europa e in Africa. Ai giovani scrittori, durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel, diceva: "Have you still got your space? Your sole, your own and necessary place where your own voices may speak to you, you alone, where you may dream. Oh, hold onto it, don't let it go". Uno scrittore deve trovare il suo personale luogo in cui sognare. 
E alle donne che la eleggevano paladina del femminismo diceva: "Quello che le femministe vogliono da me è qualcosa che loro non hanno preso in considerazione perché proviene dalla religione. Vogliono che sia loro testimone. Quello che veramente vorrebbero che io dicessi è Sorelle, starò al vostro fianco nella lotta per il giorno in cui quegli uomini bestiali non ci saranno più. Veramente vogliono che si facciano affermazioni tanto semplificate sugli uomini e sulle donne? In effetti, lo vogliono davvero. Sono arrivata con grande rammarico a questa conclusione". Se c'è una cosa di cui siamo certi è che non possiamo cristallizzarla dentro categorie che non le renderebbero giustizia. Allora lasciamo che a parlare siano soltanto le sue meravigliose pagine che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della letteratura e nelle nostre vite. 


La prima delle due immagini e la prima citazione sono tratte dal sito www.britannica.com. La seconda immagine dal sito www.theguardian.com e la seconda citazione dalle pagine del New York Times del 25 luglio 1982. 

giovedì 14 novembre 2013

Ancora una volta il mare



Natasa Dragnic è nata a Spalato, in Croazia ed è conosciuta, in Italia e all'estero, per la sua prima pubblicazione Ogni giorno, ogni ora (Feltrinelli 2011). Un romanzo bellissimo, delicato come la schiuma del mare, che racconta di un amore senza fine, profondo e terso, di due amanti che si avvicinano e si allontanano come accade con le onde e il bagnasciuga. Dopo aver letto (e amato molto) questo suo primo romanzo, ho deciso di leggere anche il secondo, incuriosita dalla capacità che ha questa straordinaria scrittrice di raccontare. Sembra banale eppure non lo è affatto: la capacità di narrare autenticamente una storia è quanto di più difficile oggi si possa ritrovare in un qualsiasi romanzo. Ma veniamo a Ancora una volta il mare. 
Tre sorelle diverse che più diverse non si può, una famiglia normale e un ragazzo, Alessandro, che finirà per intersecare i fili delle esistenze di tutte e tre con la sua, indissolubilmente. E nonostante la rabbia, il rancore, il dolore, le sofferenze umane e fisiche, tutte le difficoltà che la vita ci costringe ad affrontare, nonostante tutto e tutti, il legame tra sorelle è qualcosa che graniticamente resta saldo. Come una roccia nella tempesta, come un vento che può placare temporaneamente la sua forza ma mai tacitarsi del tutto, quel rapporto di lotta e di amore resiste e si rafforza, cresce indipendentemente da noi. Chi di voi ha dei fratelli può capirlo bene, chi ha delle sorelle (due in particolare) lo può comprendere ancora meglio. Il non detto, le parole che sembrano volate troppo in alto o cadute nel vuoto, le grida, le lacrime, tutto contribuisce a coltivare, rafforzare, portare avanti questa relazione. E proprio quella è la forma più autentica e profonda di amore fraterno, quella che sa sempre sorprendere, quella che provoca i più grandi dolori ma anche le più cristalline, inaspettate gioie.

lunedì 4 novembre 2013

Se potessi tornare indietro



Quante volte ci siamo detti "se potessi tornare indietro, cambierei le cose". Ecco ad Andrew Stilman, giornalista del New York Times, accade proprio questo: ha la possibilità di tonare indietro nel tempo. Certo, le circostanze in cui ciò accade sono quantomeno strane. Viene infatti aggredito mentre fa jogging, in un mattino qualunque della sua vita normale. Eppure il fatto di non essere morto e, anzi, di poter scoprire chi sia ad averlo aggredito diventano il punto di partenza per un'avventura in luoghi lontani ma soprattutto per mettere in discussione le scelte fondamentali della propria vita. Perché quando tutto sfuma inesorabilmente sotto i nostri occhi, siamo costretti a chiederci cosa conti davvero, cosa realmente sia importante, insostituibile nella nostra vita e cosa invece sia solo fumo, apparenza, futilità. Per poter in questo modo investire al meglio ogni minuto della vita che ci rimane, consapevoli che ogni secondo è un dono prezioso che non possiamo sprecare. Marc Levy è un autore dalla penna forte, è capace di delineare personaggi mai scontati, sempre attuali e autentici. Ancora una volta emoziona con una storia per nulla scontata e capace di emozionare, con un finale aperto e tutto da immaginare.